Arresto di Francesco Valle +14

Una informativa del 25 febbraio scorso indicava come i Valle "grazie alle conoscenze di Fortunato Valle con amministratori pubblici locali e all'ausilio di Adolfo Mandelli e Riccardo Cusenza" avessero esteso le loro attività alle costruzioni e alla gestione di licenze imprenditoriali.

Fatto che confermerebbe l'interesse delle organizzazioni mafiose alla attività relative alla Expò 2015: "nel Comune di Limbiate e nella zona di Rho-Pero ... Valia (assessore al Comune di Pero) si prodiga per far ottenere a Fortunato Valle le autorizzazioni per l'avvio di esercizi pubblici e a metterlo in contatto con altri amministratori locali di altri comuni da lui conosciuti e favorirlo nei suoi affari". Il che si sarebbe concretizzato nell'ottenere licenze per una sala dedicata al gioco d'azzardo, una discoteca e attività di ristorazione nel comune di Pero.

Le susseguenti indagini avrebbero mostrato come i Valle avessero creato un florido giro di usura e racket nel settore immobiliare milanese. A capo dell'organizzazione sarebbe stato Francesco Valle, 72 anni, che si appoggiava ai figli Angela, 46, e Fortunato, 47 anni.

I Valle sarebbero legati ai De Stefano, attivi a Milano già dagli anni 70, e si sarebbero rilocati in Lombardia, inizialmente basati nel pavese per poi estendersi nell'hinterland milanese sudoccidentale, in seguito alla faida che li vide contrapposti nel reggino ai Condello e agli Imerti.

Il loro punto di riferimento sarebbe stato il ristorante "La Masseria", sito a Cisliano, che era organizzato come un vero e proprio bunker. Altri punti forti dei Valle sarebbero stati la residenza di Francesco Valle, a Bareggio, e un appartamento in via Carlo Dolci a Milano. L'operazione contro i Valle ha portato al sequestro di numerose proprietà immobiliari locate, tra l'altro, in Milano, Bareggio, Cisliano, Rho, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Cesano Boscone e Como.

Gli investigatori sottolineano come i commercianti taglieggiati non abbiano denunciato i fatti, sia per le pressioni - si sarebbe arrivato anche a pestaggi per chi non pagava per tempo - sia per i vantaggi comunque ricavati da alcuni in seguito alla contiguità con il sodalizio criminale. E' quindi risultato fondamentale l'apporto delle intercettazioni telefoniche.

Tra i quindici arrestati nel corso dell'operazione, solo quattro non sono parenti di Francesco Valle. Oltre a i tre Valle indicati come a capo della 'ndrina, questi sono gli altri arrestati: Riccardo Cosenza, Maria Teresa Ferreri, Francesco Lampada, Adolfo Mandelli, Santo Pellicano, Giuliano Roncon, Bruno Antonio Saraceno, Alessandro Spagnuolo, Antonio Domenico Spagnuolo, Giuseppe Tino, Carmine Valle, Maria Valle.

Fonti: agi, corriere, repubblica, giorno

Servizi fotografici: quotidiano, repubblica

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