Iscaro-Saburo: i precendenti

Dalla sentenza del procedimento penale contro Andrea Barbarino e altri 23, comunemente noto come processo Iscaro-Saburo, che si é concluso con l'udienza del 7 marzo 2009 presso la corte di assise di Foggia.

I precedenti.

Per ricostruire i precedenti al processo Iscaro-Saburo, ci si riferisce alla sentenza del processo Gargano.

Nella sentenza di primo grado, Armando Li Bergolis, Matteo Li Bergolis, Francesco Li Bergolis, Francesco Romito, Franco Romito, Mario Luciano Romito, Matteo Lombardi, Giuseppe Pacilli, Ludovico Pacilli, e Pasquale Ricucci sono stati ritenuti far parte di una associazione per delinquere contrapposta agli Alfieri-Primosa, di cui facevano parte anche Francesco Prencipe e Giuseppe Quitadamo uccisi nel 2001 all'interno della faida del Gargano.

Detta faida sarebbe iniziata a fine 1978 con l'omicidio di Lorenzo Ricucci, considerato affiliato ai Primosa-Alfieri. Un'anno dopo toccava a Raffaele Primosa, rimasto paralizzato in seguito ad uno scontro a fuoco, e che indicò in Francesco ciccillo Li Bergolis il responsabile.

Nell'agosto 1980 Raffaele Primosa e ciccillo Li Bergolis si ferirono reciprocamente in uno scontro a fuoco, e, meno di un mese dopo, il Primosa subiva un nuovo attentato mentre era in compagnia di Michele calcarulacchio Li Bergolis, anch'egli sarebbe stato affiliato ai Primosa-Alfieri. A commettere il fatto sarebbero stati i fratelli Li Bergolis: Francesco e Pasquale.

A fine 1980 veniva ucciso Giuseppe Li Bergolis, fratello di Francesco e Pasquale.

Due anni dopo veniva rapito e ucciso Libero Vergura. Giuseppe Quitadamo e Luciano Stipulante, dei Primosa-Alfieri, sono stati condannati in via definitiva per questo fatto.

Nel maggio 1985 Angelo Di Bari, personaggio riconducibile ai Primosa-Alfieri, veniva ritrovato carbonizzato in una vettura rubata abbandonata nelle campagne del Gargano.

Nel gennaio 1989 Pasquale Li Bergolis subiva un attentato mentre era in macchina con i suoi figli. Tre settimane più tardi veniva prima ucciso Luciano Stipulante. Dieci giorni più tardi ci fu un nuovo attentato alla volta di Pasquale Li Bergolis e suo figlio Matteo. Un mese più tardi venivano uccisi Pietro e Giuseppe Alfieri. A fine anno cadeva Giuseppe Li Bergolis, fratello del calcarulacchio.

Nel 1990 Vittorio e Francesco Carbonelli, in aprile, e a novembre Antonio Del Nobile.

Nel marzo 1992 veniva ucciso Matteo Li Bergolis, cugino omonimo dell'imputato in questo procedimento. Nel luglio Pasquale Li Bergolis veniva ferito in un ennesimo attentato, nonostante fosse a bordo di una vettura blindata. Subito dopo veniva eliminato Matteo Scirpoli, considerato collegato ai Primosa-Alfieri. A ferragosto si sparò a Michele Primosa, figlio di Raffaele, e La Torre Bartolomeo; e dopo tre giorni toccò a Antonio Miucci, cognato di ciccillo Li Bergolis.

A settembre cadeva Nicolino Primosa, figlio di Raffaele. Seguivano le morti di Raffaele Palena e Raffaele Carbonelli, entrambi indicati come legati ai Li Bergolis.

Tra gli innumerevoli fatti seguenti si ricordano:
  • la sparatoria del 1993 tra Matteo Rinaldi e Matteo Li Bergolis;
  • l'omicidio nel 1995 di Pasquale Li Bergolis e Matteo Ciuffreda con il conseguente ferimento di Armando Li Bergolis per cui si ipotizzò la responsabilità di Francesco Prencipe e Michele Primosa;
  • l'omicidio di Francesco Fischetti nel 1996 nei pressi della frequentata Basilica di San Michele, attribuito a Matteo Lombardi e Pasquale Ricucci;
  • l'omicidio di Michele Brigida nel 1997;
  • il tentato omicidio di Armando Li Bergolis del 1998.
Gli innumerevoli fatti di sangue di cui si é parlato, erano compatibili con l'esistenza di una associazione per delinquere facente capo ai Li Bergolis che operasse dal 1979 in Monte Sant'Angelo. L'arresto degli indiziati nell'ottobre 1999 avrebbe fatto cessare l'associazione.

Fonte: Studio Legale Vaira

1 commento:

savino ha detto...

...perchè restando ancorati ai fatti, si può avere ragione deegli stessi.

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