Giuseppe Giorgi

Nato il 6 marzo 1961 a San Luca (RC) è ricercato dal 1995 per associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi, estorsioni ed omicidi; deve espiare 17 anni di reclusione; il 24.05.1995 sono state diramate le ricerche in campo internazionale per arresto ai fini estradizionali.

Giuseppe Giorgi é nell'elenco dei 30 latitanti di massima pericolosità facenti parte del "Programma Speciale di Ricerca" selezionati dal Gruppo Integrato Interforze.

Noto con i soprannomi di 'u cicero, 'u capra, il Giorgi é un esponente dei Pelle-Vottari di San Luca, considerto il responsabile dei traffici internazionali legati allo smaltimento illegale di scorie tossiche e radioattive.

Un articolo vecchio dell'Espresso (rintracciato su archivio 900) riporta il memoriale di uno dei rari collaboratori di giustizia legati in ambito 'ndranghetaro, che parla anche dei suoi rapporti con Giuseppe Giorgi:

"[...] ho conosciuto Comerio ai primi dell'aprile 1993 a Cetinje, ex capitale del Montenegro, una cittadina tra le montagne jugoslave. Ci ero andato per incontrarmi con [...] Giuseppe Giorgi, che faceva parte della famiglia di San Luca. [...] ha fatto nel 1995 un altro affare che riguardava il niobio, solitamente utilizzato per costruire reattori nucleari. Comerio in quell'occasione chiese a Giuseppe Giorgi, detto 'u capra, genero del boss Sebastiano Romeo, di trasportare una certa quantità di quella sostanza, e la cosa andò in porto. Il niobio fu caricato su un container e trasportato con un aereo della Air Cess da Budapest alla Sierra Leone, dove Giuseppe Giorgi in persona lo consegnò ai responsabili della società Transavia. La famiglia di San Luca ricevette in cambio 250 milioni di lire, e non fu un episodio sporadico."

"[...] nel 1992, quando nell'arco di un paio di settimane abbiamo affondato tre navi indicate dalla società Messina: nell'ordine la Yvonne A, la Cunski e la Voriais Sporadais. La Ignazio Messina contattò la famiglia di San Luca e si accordò con Giuseppe Giorgi alla metà di ottobre. Giorgi venne a trovarmi a Milano, dove abitavo in quel periodo, e ci vedemmo al bar New Mexico di Corso Buenos Aires per organizzare l'operazione per tutte le navi. La Yvonne A, ci disse la Ignazio Messina, trasportava 150 bidoni di fanghi, la Cunski 120 bidoni di scorie radioattive e la Voriais Sporadais 75 bidoni di varie sostanze tossico-nocive. Io e Giorgi andammo a Cetraro e prendemmo accordi con un esponente della famiglia di 'ndrangheta Muto, al quale chiedemmo manodopera. Ci mettemmo in contatto con i capitani delle navi [...]. La Yvonne A andò per prima al largo di Maratea, la Cunski si spostò poi in acque internazionali in corrispondenza di Cetraro e la Voriais Sporadais la inviammo per ultima al largo di Genzano. Poi facemmo partire tre pescherecci forniti dalla famiglia Muto e ognuno di questi raggiunse le tre navi per piazzare candelotti di dinamite e farle affondare, caricando gli equipaggi per portarli a riva. [...] Giuseppe Giorgi andò a prendere dalla Ignazio Messina i 150 milioni di lire per nave che erano stati concordati".

"[...] si è poi parlato di investimenti che la famiglia di San Luca voleva fare a Milano. De Michelis disse che se avevamo bisogno di comprare locali, potevamo rivolgerci a Paolo Pillitteri, e così facemmo. Fu deciso nel corso di una riunione tra vari boss che avvenne subito dopo a Milano nel ristorante Pierrot, in zona Ripamonti, alla quale partecipai anch'io. In quell'occasione Antonio Papalia, rappresentante della 'ndrangheta zona aspromontana in Lombardia, si offrì di presentarci Pillitteri, con cui aveva già concluso affari. La presentazione avvenne nel suo ufficio di piazza Duomo e oltre a Papalia c'eravamo io, Stefano Romeo e Giuseppe Giorgi. Grazie ai buoni uffici di Pillitteri, la famiglia di San Luca ha perfezionato l'acquisto di un bar in Galleria Vittorio Emanuele, che poi è stato sequestrato proprio perché comprato con soldi sporchi, quello di un altro bar in via Fabio Filzi e di altri locali dei quali ho sentito parlare ma che non ho seguito direttamente".


Un più recente articolo dell'Espresso avanza l'ipotesi che il Giorgi possa essere in Germania, come molti altri esponenti dell'ndrangheta:

"I Romeo-Pelle-Vottari di San Luca dispongono della maggior parte dei punti d'appoggio e possono contare su un cospicuo numero di affiliati, che dagli anni '70 vivono in Germania. Lo stesso Giovanni Strangio, del clan avversario, era titolare di due pizzerie mentre il ristorante Da Bruno, dove è avvenuta la strage, sarebbe servito per nascondere armi. In dieci anni sono stati arrestati dalle autorità tedesche 77 membri dell'organizzazione. Mentre la polizia federale pensa che si nascondano proprio in Germania i super ricercati del gruppo più potente, quello dei Romeo-Pelle-Vollari. Tra loro il capo, Antonio Pelle, alias Gambazza e suo figlio Salvatore. Ricercati anche Giuseppe Giorgi, Sebastiano Signati e Giuseppe Nirta. Nel dossier compaiono le foto di altri tre importanti personalità di San Luca, Antonio Mammoliti, pluripregiudicato, e due Domenico Giorgi, omonimi."

1 commento:

Ettore Ferrero... ha detto...

Cos'è che impedisce il rintraccio del Superlatitante di 'ndrangheta, Giuseppe Giorgi.?.
Possibile che sia limitrofo al Paese di San Luca, oppure è emigrato in Germania per poter assolvere meglio i suoi compiti?.
A quale Corpo delle Forze dell'Ordine è stato richiesto il dovere morale di catturarlo?.
Uccel di bosco, oramai, dal 1995: c'è ancora speranza di vederlo in regime di 41 bis?.
Grazie!...

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