Hermes: Vincenzo Pellegrino

Dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP nell'ambito dell'operazione Hermes: La figura di Vincenzo Pellegrino.

Secondo gli investigatori la figura di Vincenzo Pellegrino spicca per i suoi collegamenti al clan dei casalesi e per i suoi interessi nel gioco d'azzardo e delle scommesse clandestine da più di 15 anni.

Coinvolto nel processo Spartacus 2 dalle dichiarazioni di Dario De Simone che lo aveva indicato come organico ai camorristi, vicino a Giuseppe Peppe 'o padrino Russo, al vertice della fazione comandata da Francesco Sandokan Schiavone con delega alla gestione di bische clandestine e delle scommesse illegali all'ippodromo di Aversa.

Anche Giuseppe Pagano diceva di conoscere Vincenzo Pellegrino, con l'alias di 'o mister, in quanto operante nel mondo del gioco d'azzardo. Sosteneva di offrirgli protezione gratuita in quanto nipote di Armando Puoti, affiliato alla cosca. "Ogni tanto, quando mi serviva, mi dava qualche milioncino ma senza che ci fosse nulla di prestabilito". Lo avrebbe aiutato a penetrare a Frignano Maggiore, mettendolo in contatto con Gennaro Di Chiara, capozona locale. Il Pellegrino gli avrebbe detto che sarebbe stato vicino a Walter Schiavone, Giuseppe Peppinotto Caterino e Dario De Simone. Avrebbe gestito il toto nero avendo come referente Mario 'e botte Caterino.

Anche Luigi 'o manuale Diana, per lungo tempo vicino a Francesco Bidognetti, conferma, seppur con termini più vaghi, le circostanze, riferendo nel 2005 che Vincenzo 'o mister Pellegrino si sarebbe occupato del gioco d'azzardo e sarebbe stato legato a Giuseppe Russo.

Paolo Di Grazia, già a capo dei Di Grazia di Carinaro nel 2006 racconta che un giorno, nel 1999, venne a casa sua Michele Sannino, uno zio di Carmine Carminiello 'o sbirro Di Girolamo per stabilire un contatto tra lui e il mister per conto di Francesco 'o biondino Biondino (capo dei Biondino e tra i vertici dei casalesi). Preso contatto, lui e il Pellegrino parlarono di opportunità comuni nella sfera del gioco d'azzardo.

Mario Toller, allibratore clandestino, vicino al Pellegrino a causa di interessi comuni fino al marzo 2008, ne conferma la contiguità con i casalesi. Secondo il Toller il Pellegrino frequentava spesso l'ippodromo di Aversa, dove si relazionava ad Angelo Angioletto della biada Simonelli e all'usuraio Gennaro setacciaro. Il Pellegrino riciclerebbe i soldi dei casalesi nelle sale bingo e bische clandestine, circostanze che il Toller saprebbe perché raccontategli direttamente da 'o mister in un incontro a cui partecipò anche Carmine 'o Ninnillo Musella.

Infine Luigi Mosca, del clan dei Cesa retto da Nicola Caterino, dichiarò nel 2008 di conoscere Vincenzo 'o mister Pellegrino in quanto titolare di un bingo.

Numerosi controlli sul territorio hanno inoltre verificato, secondo gli investigatori, la contiguità del Pellegrino con personaggi come Giuseppe Fabozzo, cugino di Amedeo 'o barone Fabozzo dei casalesi, Luigi Di Grazia e Mario Cantone.

Fonte: SOS Impresa

1 commento:

Francesco Pellegrino ha detto...

Qalcuno dei redattori di quest'articolo si è preoccupato di cosa emerge dalle verita' processuali, o quando sono state emesse le sentenze era troppo occupato a lanciare fango su altre persone? il rag. Vincenzo Pellegrino, soprannominato il mister, ha affrontato 3 processi, ed è stato assolto tutte e tre le volte perchè il fatto non sussiste. ha tutt'ora in corso di svolgimento un contenzioso contro lo stato italiano per il riconoscimento del risarcimento danni relativo al periodo di detenzione cautalare ed ha già vinto ed ottenuto un risarcimento per il periodo di detenzine ingiustamente scontato nell'occasione del processo spartacus 2. leggete, e siate migliori delle persone di cui parlate e scrivete

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