Gotha: le condanne

Dalla sentenza di rito abbreviato del processo che, avendo colpito i vertici di cosa nostra é noto col nome di Gotha, e si é concluso con l'udienza del 21 gennaio 2008 presso il tribunale di Palermo.

Le condanne
  • Andrea Adamo, nato a Palermo il 25.12.1962: 12 anni;
  • Salvatore Alfano, nato a Casteldaccia il 12.02.1956: 10 anni;
  • Angelo Badagliacca, nato a Palermo il 26.05.1972: 7 anni;
  • Gaetano Badagliacca, nato a Palermo il 14.09.1945: 10 anni;
  • Pietro Badagliacca, nato a Palermo il 03.01.1944: 12 anni;
  • Bonura Francesco, nato a Palermo il 27.03.1942: 20 anni;
  • Vincenzo Brusca, nato a Torretta (PA) il 01.01.1944: 10 anni;
  • Carmelo Cancemi, nato a Palermo il 05.02.1942: 7 anni;
  • Giovanni Cancemi, nato a Palermo il 10.09.1970: 7 anni;
  • Giuseppe Cappello, nato a Palermo il 25.11.1937: 10 anni;
  • Vincenzo Di Maio, nato a Palermo il 29.10.1944: 16 anni;
  • Pietro Pierino Di Napoli, nato a Palermo il 15.03.1939: 15 anni;
  • Salvatore Gioeli, nato a Palermo il 01.09.1966: 10 anni;
  • Francesco Inzerillo, nato a Palermo il 12.02.1955: 10 anni;
  • Francesco Inzerillo, nato a Palermo il 10.01.1956: 7 anni;
  • Rosario Inzerillo, nato a Palermo il 7.04.1944: 10 anni;
  • Tommaso Inzerillo, nato a Palermo il 26.08.1949: 10 anni;
  • Emanuele Vittorio Lipari, nato a Palermo il 27.06.1961: 10 anni;
  • Alessandro Mannino, nato a Palermo il 27.11.1960: 10 anni;
  • Calogero Mannino, nato a Palermo il 18.04.1940: 16 anni;
  • Giovanni Marcianò, nato a Palermo il 10.10.1942: 10 anni;
  • Vincenzo Marcianò, nato a Palermo il 02.01.1945: 16 anni;
  • Nicolò Milano, nato a Palermo il 28.05.1974: 7 anni;
  • Nunzio Milano, nato a Palermo il 26.08.1949: 10 anni;
  • Settimo Mineo, nato a Palermo il 28.11.1938: 10 anni;
  • Giovanni Nicchi, nato a Torinoil 16 febbraio 1981, latitante: 15 anni;
  • Giovanni Nicoletti, nato a Palermo l’08.12.1950: 12 anni;
  • Michele Oliveri, nato a Palermo il 01.02.1931: 10 anni;
  • Angelo Rosario Parisi, nato a Palermo il 28.07.1955: 7 anni;
  • Pietro Parisi, nato a Palermo il 9.10.1950: 7 anni;
  • Francesco Picone, nato a Palermo il 6.09.1940: 10 anni;
  • Antonino Pipitone, nato a Palermo il 2.10.1929: 16 anni;
  • Salvatore Pispicia, nato a Palermo il 14.07.1965: 10 anni;
  • Antonino Rotolo, nato a Palermo il 03.01.1946: 20 anni;
  • Gaetano Sansone, nato a Palermo il 23.03.1941: 12 anni;
  • Giuseppe Sansone, nato a Palermo il 03.01.1948: 10 anni;
  • Giuseppe Savoca, nato a Lampedusa il 10.09.1934: 12 anni;
  • Giovanni Sirchia, nato a Palermo il 29.03.1973: 7 anni;
  • Francesco Stassi, nato a Palermo il 25.01.1934: 8 anni;
  • Mario Salvatore Grizzaffi, nato a Corleone il 21.03.1966: 8 anni;
I principali reati contestati

Filippo Annatelli é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia mafiosa di Corso Calatafimi;
  • aver mantenuto contatti diretti e indiretti con altri associati a cosa nostra, svolgendo funzioni direttive per l’organizzazione.
Pietro Badagliacca é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia mafiosa di Rocca Mezzo Monreale;
  • aver fatto da riferimento, su incarico di Antonino Rotolo, per i rapporti tra le famiglie palermitane e quelle trapanesi;
  • per aver mantenuto un costante collegamento con gli altri associati, svolgendo
  • funzioni direttive per l’organizzazione;
Francesco Bonura é stato accusato di:
  • avere diretto cosa nostra, anche in quanto sottocapo della famiglia di Uditore, operando direttamente in alcuni mandamenti, tra cui Boccadifalco;
  • aver mantenuto contatti con gli altri capi dell'organizzazione, svolgendo funzioni direttive per l'organizzazione e di programmazione di gravi delitti, e contribuendo a delineare le linee strategiche di cosa nostra in Palermo;
Vincenzo Brusca é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia mafiosa di Torretta;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Vincenzo Marcianò, Salvatore Lo Piccolo e altri.
Giuseppe Cappello é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia mafiosa di Borgo Molara;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo e altri, in particolare avrebbe assunto, su indicazione di Nicolò Ingarao, la reggenza del mandamento di Porta Nuova, in sostituzione di Agostino Badalamenti.
Vincenzo Di Maio é stato accusato di:
  • avere diretto operativamente, in accordo con Antonino Pipitone, la famiglia dell'Acquasanta;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Francesco Bonura e altri.
Pietro Di Napoli é stato accusato di:
  • avere diretto e organizzato il mandamento della Noce, coordinando l'operato di quelle famiglie con altre, tra cui S.Maria di Gesù, Belmonte Mezzagno, Villabate, S.Lorenzo, Porta Nuova, Pagliarelli;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo e altri.
Salvatore Gioeli é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia mafiosa di Porta Nuova;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Nicolò Ingarao e altri.
Rosario Inzerillo é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia mafiosa di Altarello;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo e Vincenzo Marcianò.
Vincenzo Marcianò é stato accusato di:
  • avere diretto e organizzato il mandamento di Boccadifalco, fino alla sua sostituzione con il fratello Giovanni Marcianò;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo e Francesco Bonura.
Giovanni Marcianò é stato accusato di:
  • avere diretto e organizzato il mandamento di Boccadifalco, sostituendo il fratello Vincenzo Marcianò;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo e Francesco Bonura.
Michele Oliveri é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia di Pagliarelli, coordinando le attività con quelle di altre famiglie, tra cui S.Maria di Gesù, Belmonte Mezzagno, Villabate, S.Lorenzo, Porta Nuova;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo e altri, e assumendo, su indicazione di Nicolò Ingarao, la carica di reggente del mandamento di Porta Nuova al posto di Agostino Badalamenti.
Antonino Pipitone é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia dell'Acquasanta, lasciando le questioni operative a Vincenzo Di Maio;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Francesco Bonura.
Salvatore Pispicia é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia di Palermo Centro;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Nicolò Ingarao.
Antonino Rotolo é stato accusato di:
  • avere diretto cosa nostra a Palermo, governando il mandamento di Pagliarelli e incidendo sulla struttura di altri mandamenti, come Boccadifalco e Porta Nuova;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Francesco Bonura, Antonino Cinà e Bernardo Provenzano, e contribuendo a delineare le linee strategiche di cosa nostra a Palermo.
Gaetano Sansone é stato accusato di:
  • avere diretto la famiglia di Uditore;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo, Francesco Bonura, Giovanni Marcianò, Vincenzo Marcianò e altri.
Giuseppe Savoca é stato accusato di:
  • avere diretto e organizzato il mandamento di Brancaccio, coordinandolo con le altre famiglie di cosa nostra tra cui S.Lorenzo, Porta Nuova, Pagliarelli, Boccadifalco;
  • aver svolto funzioni direttive per cosa nostra interagendo con Antonino Rotolo e con Salvatore Lo Piccolo e altri.
Andrea Adamo é stato accusato di:
  • aver fatto da canale di comunicazioni privilegiato tra gli esponenti del mandamento di Brancaccio e Salvatore Lo Piccolo, mantenendo rapporti con altri esponenti mafiosi, tra cui Filippo Annatelli e Nicolò Milano
Gerlando Alberti é stato accusato di:
  • avere favorito, in quanto affiliato alla famiglia di Porta Nuova, l'accreditamento di Nicola Ingarao alla reggenza del mandamento di Porta Nuova.
Salvatore Alfano é stato accusato di:
  • aver operato per conto delle famiglie della Noce, mantenendo rapporti con esponenti mafiosi quali Giovanni Nicchi.
Angelo Badagliacca é stato accusato di:
  • aver fatto da canale di comunicazioni tra Antonino Rotolo e suo padre, Pietro Badagliacca.
Gaetano Badagliacca é stato accusato di:
  • avere favorito, in quanto affiliato alla famiglia di Rocca Mezzo Monreale, l'accreditamento di Nicola Ingarao alla reggenza del mandamento di Porta Nuova;
  • aver fatto da canale di comunicazioni tra Antonino Rotolo e suo fratello Pietro Badagliacca.
Carmelo Cancemi é stato accusato di:
  • aver mantenuto i contatti con Antonino Rotolo, Filippo Annatelli, Giuseppe Cappello e altri per conto delle famiglie del mandamento di Pagliarelli.
Giovanni Cancemi é stato accusato di:
  • aver compiuto reati nell'interesse delle famiglie del mandamento di Pagliarelli;
  • aver mantenuto i contatti con Antonino Rotolo, Filippo Annatelli, Giuseppe Cappello e altri per conto di dette famiglie.
Francesco Inzerillo (nato nel 1955) é stato accusato di:
  • aver mantenuto i contatti con Alessandro Mannino, Vincenzo Marcianò e altri per conto della famiglia di Boccadifalco, a cui sarebbe appartenuto.
  • aver mantenuto i contatti con i suoi congiunti Francesco Inzerillo (nato nel 1956), Rosario Inzerillo, Tommaso Inzerillo, in particolare per ottenere il permesso al rientro in Italia degli ultimi due da parte di Alessandro Mannino, Francesco Pastoia (nel frattempo deceduto), Nicola Mandalà, Vincenzo Brusca, Lorenzo Di Maggio, Calogero Caruso, Salvatore Lo Piccolo.
Francesco Inzerillo (nato 1956) e Rosario Inzerillo sono stati accusati di:
  • aver tenuto contatti, quali affiliati alla famiglia di Boccadifalco, con esponenti mafiosi, in particolare per ottenere il permesso al rientro in Italia da parte di Alessandro Mannino, Francesco Pastoia (nel frattempo deceduto), Nicola Mandalà, Vincenzo Brusca, Lorenzo Di Maggio, Calogero Caruso, Salvatore Lo Piccolo.
Tommaso Inzerillo é stato accusato di:
  • essere affiliato alla famiglia di Boccadifalco, ottenendo una retribuzione mensile durante la sua detenzione, per il tramite di Calogero Mannino.
Emanuele Lipari é stato accusato di:
  • essere affiliato alla famiglia di Porta Nuova e aver posto in essere contatti con esponenti come Giovanni Nicchi e altri al fine di realizzare affari illeciti per conto di cosa nostra.
Alessandro Mannino é stato accusato di:
  • aver operato nell'interesse della famiglia di Boccadifalco;
  • aver preso parte al dibattito relativo al rientro degli Inzerillo in Italia;
  • aver trattato affari illeciti di cosa nostra con Vincenzo Marcianò, Nicola Mandalà, Antonino Rotolo e altri.
Calogero Mannino é stato accusato di:
  • aver operato nell'interesse della famiglia di Boccadifalco;
  • aver preso parte al dibattito relativo al rientro degli Inzerillo in Italia;
  • aver trattato affari illeciti di cosa nostra con Vincenzo Marcianò, Antonino Rotolo e altri;
  • essersi occupato del mantenimento in carcere di Tommaso Inzerillo
Nicola Milano é stato accusato di:
  • aver operato nell'interesse della famiglia di Porta Nuova, partecipando a più riunioni con diversi esponenti mafiosi tra cui Giovanni Nicchi.
Nunzio Milano é stato accusato di:
  • aver contribuito con una serie di contatti indiretti con Antonino Rotolo alla ridefinizione dell'organigramma di vertice delle famiglie del mandamento di Porta Nuova, intrattenendo sul punto contatti diretti con Giovanni Nicchi
Settimo Mineo é stato accusato di:
  • aver operato nell'interesse di cosa nostra;
  • aver mantenuto rapporti per la definizione di affari illeciti con Antonino Rotolo e con esponenti della famiglia di Corso dei Mille.
Giovanni Nicchi é stato accusato di:
  • aver agito da canale di comunicazioni tra Antonino Rotolo e cosa nostra, trattando per conto del Rotolo la ristrutturazione dei vertici di mandamenti mafiosi di Boccadifalco e Porta Nuova, e numerosi altri affari illeciti.
Giovanni Nicoletti é stato accusato di:
  • aver operato per conto di cosa nostra e in particolare per le famiglie del mandamento della Noce, prendendo parte a più riunioni.
Angelo Rosario Parisi é stato accusato di:
  • aver mantenuto contatti con Antonino Rotolo e Antonino Cinà, e con Giovanni Cancemi e Giovanni Nicchi;
  • aver operato perché cosa nostra supportass la candidatura alle elezioni per il consiglio comunale di Palermo del proprio nipote Marcello Parisi.
Pietro Parisi é stato accusato di:
  • aver mantenuto contatti con Antonino Rotolo allo scopo di organizzare i rapporti del Rotolo con Salvatore Lo Piccolo;
  • aver messo a disposizione di cosa nostra gli uffici della società Edilizia 93 di Pietro Parisi e C. per incontri di appartenenti a cosa nostra;
  • aver partecipato a riunioni con esponenti mafiosi quali Carmelo Cancemi, Antonino Rotolo, Nicolò Ingarao, Giovanni Nicchi, Angelo Rosario Parisi, e Carmelo Cangemi.
Francesco Picone é stato accusato di:
  • aver operato per conto di cosa nostra, in particolare con l'organizzazione nel quartiere Noce.
Giuseppe Sansone é stato accusato di:
  • aver partecipato a riunioni con importanti esponenti di cosa nostra, tra i quali Antonino Rotolo e Francesco Bonura.
Giovanni Sirchia é stato accusato di:
  • aver partecipato a riunioni con importanti esponenti di cosa nostra, tra i quali Antonino Rotolo.

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